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Ritorno al futuro

di
Gabriele Germani
Gabriele Germani

Attivista per i diritti umani, crede nel potere dell’informazione e dell’azione collettiva come motore di trasformazione.

15 aprile 2026

Regressione medievale e crisi economica mentre tramonta l’ordine mondiale

margherita la pazza ritorno al futuro.jpg La società occidentale a fine corsa è vittima di un incanto collettivo? O forse tutti insieme stiamo regredendo all'infanzia perdendo di vista ciò che siamo? Temi che credevamo morti e sepolti dentro di noi riaffiorano alla superficie e trovano nuova luce. La Crociata per liberare la Terra Santa o lo stretto da cui passa buona parte del petrolio e gas mondiale. L'Imperatore che minaccia il Papa per la tiepidezza e gli ricorda che è stato eletto solo grazie a lui. Sacerdoti che insorgono e chissà che non nominino un Anti-Papa. Capi di Stato che vengono sequestrati nella notte per esser processati con capi d'accusa che in buona parte verranno smentiti dagli aggressori poche settimane dopo. Anche bruciare un pupazzo a forma di Netanyahu in Spagna in un'orgia collettiva, a dire il vero mi ha ricordato qualcosa di sinistro nel Medioevo europeo.

Gatti, streghe ed ebrei dietro la grande peste del 1348, big pharma e analoghi poteri occulti dietro le pandemie odierne (non un rapporto uomo-ambiente completamente sballato che rimetterebbe in discussione il nostro stile di vita: ce ne inventiamo di ogni colore pur di non sentirci complici del peggiore strumento di dominio della storia dell'umanità). Intanto andiamo verso potenziali chiusure dovute alla carenza di prodotti energetici e anche qui spopolano racconti complottisti su come il governo (o chi per lui) voglia rinchiuderci in casa. Si fa di tutto pur di non guardare il grande elefante nella stanza: il nostro stile di vita, completamente artificiale e insostenibile, è stato pompato da secoli di furto coloniale e decenni di ecocidio. Se la torta ha dieci fette e tre persone ne mangiano sei, il problema non sono i complotti segreti, ma un'iniqua distribuzione delle risorse - che come tale porterà necessariamente al conflitto.

In questa gigantesca regressione medievale, l'Unione Europea sembra un mostro, un gigantesco Sacro Romano Impero con dentro principi, vescovi, comuni, feudi che fanno liberamente ciò che vogliono nel caos completo. Trump minaccia la contro-chiusura di Hormuz: non faremo passare le navi cinesi (in altre parole). Pechino viene portata direttamente in causa e i rischi di uno scontro iniziano a non essere più irrisori. L'ordine internazionale uscito dalla II Guerra Mondiale è tramontato (lo era già col crollo dell'URSS): abbiamo bisogno di un nuovo ordine per garantire nuove regole, per permettere agli attori statali di sentirsi garantiti negli accordi. Purtroppo questi equilibri, almeno così mi pare, storicamente arrivano dopo una grande catastrofe.

Non mi sembra che l'attuale dirigenza USA impegnata a condurre le Crociate, a nominare un anti-Papa e a fare battute razziste, sia pronta per creare un nuovo ordine internazionale, con nuove regole, che garantiscano tutti. Questo non per dare la colpa a Trump e ai suoi sodali, tutti questi sono infatti solo espressione della società statunitense o addirittura di quella occidentale (anche di noi!). Tutti noi siamo complici e parte di questo grande progetto coloniale e con varie sfumature ne siamo (almeno stati) complici. La crisi interna che colpisce il nostro mondo non è un problema di salute mentale o rincoglionimento collettivo, è un problema economico che poi si ripercuote su ogni aspetto della vita pubblica e privata: dagli incendi dei magazzini negli USA dove le persone si ribellano psicoanaliticamente al feticcio della merce, fino alla scelta di lanciare in fretta e furia tre disperati verso la Luna nel tentativo di distrarre l'opinione pubblica dal tracollo.
Mala tempora currunt, sed peiora parantur.