Collettivizzando le rubriche...
Collettivizzando le rubriche...

Rubrica curata da Francesco Fiore

“Rubrica di scienza, cultura e politica che indaga le radici del Dominio.”
La giravolta di Meloni sulla legge elettorale
No al ghetto legislativo
Le multinazionali tech ci spiano?
Ripropongo questa vecchia intervista di Curtis Yarvin - considerato l'ideologo di riferimento del vicepresidente Vance con un avvertimento per i lettori dallo stomaco debole: una rilettura retrospettiva dopo appena un anno di amministrazione Trump può provocare gravissimi effetti collaterali.
Il nazionalismo è considerato indissolubilmente legato alle ideologie di destra e radice inequivoca di ogni più oscena aberrazione populista e fascistoide eppure, ancora, oggi non sembrano molte le alternative ideologiche in grado di alimentare un discorso politico che voglia andare oltre un cosmopolitismo tecnocratico e astratto. Secondo il prof. Malešević però, proprio la costruzione delle identità nazionali è stato uno dei presupposti culturali per il grande salto in avanti rappresentato dalla rivoluzione francese: è possibile allora redimere il concetto per metterlo al servizio delle forze progressiste sottraendolo al monopolio della retorica fascista?
Dalla sifilide al COVID-19, il discorso sulle malattie infettive ha costruito una falsa narrazione: l'Occidente sano contro l'Altro malato. Su Science for the People, Silvio Paone analizza come anche il linguaggio scientifico - con le sue metafore di guerra e invasione - rafforzi questi pregiudizi razzisti, dal colera napoletano alla sinofobia pandemica.
Durante un volo per Dublino inorridii quando la mia vicina ordinò un bloody mary subito dopo il decollo alle 10:00 del mattino eppure, secondo Barry Smith dell'Università di Londra, potrei essermi perso un’esperienza sensoriale difficilmente ripetibile altrove.
Non dovremmo mai sforzarci di vivere in armonia con la natura. Farlo ci renderebbe complici di un sistema completamente malvagio”: il filosofo Drew M Dalton su Aeon ci spiattella in faccia una verità che forse è più fertile e meno provocatoria di quanto possa credere.
Perché certi movimenti hanno perpetuo bisogno di nemici? SU AEON il filosofo Paul Katsafanas smonta i meccanismi emotivi che trasformano il dolore in odio politico e la sconfitta personale in rancore collettivo
Mentre il mainstream descrive il BDS come un movimento radicale e antisemita gli scienziati di tutto il mondo si organizzano con azioni concrete per dare il loro contributo contro il genocidio in Palestina. Ne parla il matematico Tarik Aougab sulle pagine di scienceforthepeople.
Ci siamo diffusi spingendoci fino alle terre più remote del pianeta; ma a quale prezzo? Siamo da sempre convinti di esserci annidati in terre deserte o al più abitate da ominidi poco meno bestiali dei nostri scimmioni. E se invece le cose non fossero andate esattamente così ed a garantirci la sopravvivenza fosse stato solo il caso e l'organizzazione sociale?