Collettivizzando le rubriche...
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“Una selezione di notizie relative alla sostenibilità per come ci serve e per come ci viene proposta, con un occhio di riguardo alla classe lavoratrice.”
Il lato oscuro della transizione green e la luce che proviene dal basso: ad un anno dall’esplosione del deposito di Calenzano che costò la vita a cinque persone, ENI si appresta a riconvertirlo in un hub del fotovoltaico nell’entusiasmo generale, ma permangono ombre sul processo giudiziario e sul rapporto tra questo progetto industriale e quello dell’ex-GKN ora GFF, all’avvio della seconda campagna di azionariato popolare.
La settimana scorsa Volkswagen ha chiuso il suo impianto di Dresda dedicato alle auto elettriche e avviato il piano di licenziamenti concordato un anno fa con i sindacati, le cui ricadute occupazionali sono ancora incerte; la crisi dell’industria automobilistica alle prese con dazi, costi energetici elevati e concorrenza cinese tocca anche Porsche e Audi.
Nella gara per la vendita di Acciaierie d’Italia, la società che amministra gli impianti di ex-ILVA, sono arrivate solo due offerte relative al complesso degli impianti, entrambe da fondi d’investimento statunitensi: Flacks, che sembra promettere una maggiore tenuta occupazionale e rilanciare un intervento pubblico strutturale, e Bedrock, che può vantare un precedente di successo con la canadese Stelco sebbene ad alto costo occupazionale.
Con la presentazione del “Pacchetto Automotive”, la Commissione Europea conferma la rimozione dello stop ai motori endotermici nel 2035, rivede gli obiettivi sulle emissioni per le varie categorie di automezzi leggeri e pesanti e, attraverso l’introduzione della contestata neutralità tecnologica, cerca di inviare un segnale positivo all’industria europea.
Nella notte tra lunedì e martedì il governo ha presentato un emendamento alla manovra di bilancio che costituisce un malcelato favore ai cd. “datori” di lavoro: quando un giudice riconosce che al/la lavoratore/trice non sia stato pagato un salario dignitoso (art. 36 Cost.), il datore deve adeguare il salario da quel momento in poi ma non è tenuto a versare gli arretrati; una sorta di condono ma dello sfruttamento pregresso, che sicuramente aiuterà la classe lavoratrice e l’economia italiane a riprendere un sentiero di crescita sostenibile e virtuosa…
Le cattive notizie dalla manovra di bilancio non riguardano solo i lavoratori e le lavoratrici in appalto, al contrario: deluso anche il personale sanitario, sia dipendente sia convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale, per una serie di retrofront - alcuni riguardanti fondi già stanziati - che proseguono il pluridecennale definanziamento del settore e rivelano ancora la mancanza di strategia per un diritto fondamentale dell’essere umano: la salute.
Altro settore sotto attacco è quello dell’università. Dopo gli ultimi anni di tentativi di riforme contrattuali a bilancio inalterato, anche il governo Meloni interviene in materia e riesce ad innovare: al definanziamento, ormai un po’ demodé, aggiunge l’intensificazione del controllo governativo, sia sui singoli atenei che sulla produzione di ricerca accademica come valutata da ANVUR. E si capisce: l’Italia deve campare di cibo e soprattutto turismo, basta pensare!
Per chiudere le notizie legate alla manovra di bilancio, il prof. Volpi offre una visione d’insieme della manovra portata alla discussione parlamentare, smascherando la retorica familista del governo e rivelando i tentativi di mettere mano, al solito, alle tasche della classe lavoratrice, partendo dai neoassunti i cui fondi TFR vengono inseriti per legge nelle disponibilità dei fondi pensione e, tramite questi, dei grandi fondi d’investimento USA.
Datosi che la decarbonizzazione del sistema energetico italiano procede a gonfie vele, il governo pensa bene di ridurre del 64% i fondi del PNRR destinati alle CER, le Comunità Energetiche Rinnovabili, a pochi giorni dalla scadenza del bando di finanziamento, così da facilitare il raggiungimento degli obiettivi di spesa europei e migliorare la comunicazione sui risultati raggiunti; importante, quest’ultimo punto, visto che la notizia è stata resa pubblica… dal profilo LinkedIn del presidente del Gestore dei servizi energetici (Gse) Paolo Arrigoni, che non si è fatto mancare il refuso mailstone al posto di milestone… “Genio!”
Vabbé dai, sempre a pensar male… Perché invece non approfitti dell’inverno per farti una bella sciata, visto che quest’anno l’Italia ospiterà anche le Olimpiadi Invernali? Perché di neve, a Roma e dintorni, se ne vede sempre meno, e anche dove la neve c’è - o possiamo sperare che arriverà - le cose non vanno meglio, come descrive dettagliatamente il reportage di Altreconomia sull’impatto di Milano Cortina nella zona tra Cortina e Livigno.
Gli impianti di Milano Cortina, comunque, sono in ottima compagnia: sapevate che, nonostante i rischi ambientali e sanitari, ancora non esiste una mappatura a livello europeo delle discariche esistenti ed abbandonate? Investigate Europe e Watershed Investigations costituiscono e pubblicano una banca dati e una prima mappa con 60.000 siti, ma si stima che ne esistano tra le 350.000 e le 500.000 e, per non farci mancare niente, che una buona parte di esse si trovi in zone a rischio alluvione, in aree naturali protette o vicino a falde acquifere. Ma tranquilli, continuiamo a costruire, consumare e buttare! Anche perché…
Nell’ottica di restituire competitività all’industria europea, si è conclusa una profonda revisione al ribasso della normativa sulla rendicontazione ambientale e sociale, nonché sulla cd due diligence, che interessano le imprese di fatturato e dimensioni maggiori che operano sul territorio europeo e i loro partner… Ah, no, non interessano più i loro partner. Tanto, al giorno d’oggi, con tutta questa competizione, chi mai si sognerebbe di usare gli appalti per la propria produzione? Ce n’era giusto una con la A, se non sbaglio, credo fosse nella logistica… Ma piccina piccina eh, e comunque un caso isolato…
E se dall’alto le questioni ambientali e climatiche sembrano in ottime mani, guardiamo in basso, che sia agli strati bassi della popolazione - o addirittura fuori dalla cittadinanza - oppure al Sud del Mondo. Conclusa la Cop30 in Brasile, Marica Di Pierri (A Sud) offre una panoramica sul modo in cui la protesta contro il cambiamento climatico e ancor di più contro l’inazione governativa vengono criminalizzate in tutto il mondo, compresa in particolare l’Italia dove la repressione dell’attivismo violento e nonviolento, tradizione nazionale, ha conosciuto un’importante accelerazione con il governo Meloni.
Vi ricordate la Corte dei Conti, l’organo di rilevanza costituzionale che svolge funzioni di controllo e giurisdizionali nelle materie di contabilità pubblica nonché amministrative e consultive, che è recentemente tornato alla ribalta per il blocco del Ponte sullo Stretto? Curiosamente, nei tanti emendamenti alla legge finanziaria, spuntano anche delle norme che la coinvolgono, ma nell’interesse di chi?
Torniamo sull’industria automobilistica con l’intervista di Stefano Feltri al prof. Francesco Zirpoli dell’Università Ca’ Foscari, che pubblica da anni ricerche approfondite sull’automotive italiano ed europeo, per capire le conseguenze della rimozione dello stop al motore endotermico sulla produzione e sul mercato.
Chi approfitta delle proteste degli agricoltori che hanno travolto Bruxelles il 18 dicembre? La lobby dei pesticidi e le aziende di dimensioni maggiori, che hanno più affinità di vedute e di interessi rispetto ai produttori medi e piccoli, indubbia maggioranza del settore; considerando poi la finestra temporale ridotta per ratificare l’accordo con il Mercosur, queste influenze sono particolarmente pericolose.
Siamo al terzo anno di governo della donna madre e cristiana, ma quali benefici sono contenuti per le donne (e le famiglie) in questa legge finanziaria? Alessandra Servidori fa il punto.
Luca Rondi ricostruisce le vicende legate ai lavoratori in appalto e subappalto, e in generale a chi lavora senza ricevere una paga dignitosa, ed evidenzia i vari tentativi (finora abortiti) del governo di favorire i datori di questi lavori poveri a danno della classe lavoratrice.
A margine delle vicende della legge finanziaria italiana, ricordiamo che essa è fortemente influenzata dalla normativa europea e che quindi per cambiare il corso delle cose bisognerà intervenire anche a livello europeo: il prof. Francesco Saraceno fornisce alcuni spunti di riflessione in questo senso, tenendo conto anche delle crisi che attraversano il presente.
Anche se solitamente i bilanci si fanno a fine anno, abbiamo preferito posticipare quello climatico del 2025 di qualche giorno per festeggiare con serenità... Ora che abbiamo scavallato e abbiamo già fatto qualche proposito per l'anno nuovo, queste cifre potrebbero indurci a prestare più attenzione all'ambiente che ci circonda, e a chi e come lo sta rovinando.
Duccio Zola ci aiuta a capire perché i tanto conclamati sforzi per affrontare la crisi climatica si stiano infrangendo contro un mare di... petrolio, e banchine di armamenti. Davvero non possiamo fare e pretendere di meglio qui, in Italia, che è considerata un "punto caldo" e a buon ragione, come dimostrato dai dati?
Marco Dell'Aguzzo svela i dettagli del piano d'investimenti USA in Brasile per lo sviluppo di miniere di terre rare, e in particolare di terre pesanti, con cui sperano di ridurre la propria dipendenza dalla Cina; le cifre aiutano anche a mettere in prospettiva i colpi della guerra dei dazi di quest'anno, e forse anche a capire la loro strategia generale... Ammesso che esista.
Can che abbaia non morde, si dice, ma il can che morde come se la passa? Il commento del prof. Volpi sull’aggressione USA contro il Venezuela con il rapimento del suo presidente legittimo e molto amato dalla popolazione, checché ne dicano i e le lacché più e meno esplicitamente legati all’aggressore… O quella dell’aggressore era su un altro copione?
La finanziaria sarà anche piccola, come già notato, ma non gratuita! Ecco quindi alcune misure con cui il governo ne sostiene le spese e rinnova gli auguri di buon anno alla popolazione italiana, soprattutto a quella che usa l’autostrada per lavoro ma anche, evidentemente, a chi dipende dall’automobile per i propri spostamenti quotidiani.
I nodi vengono al pettine, e come loro anche le scadenze del PNRR previste per agosto 2026. Leonzio Rizzo e Alberto Zanardi fanno il punto sull’avanzamento delle spese - che, condizionale d’obbligo, dovrebbe a sua volta implicare il raggiungimento degli obiettivi, il vero oggetto d’interesse - e rivelano una situazione non esaltante, con il governo che ricorre a strumenti e soggetti finanziari per concedersi qualche minuto di recupero oltre il 90’.
La notizia originariamente è stata data non dai commissari ma da Mr Flacks in persona, peraltro presentando l’affare come quasi concluso anziché chiarendo che si tratta ancora solo della trattativa; mancano del tutto poi le garanzie sugli investimenti, la loro ripartizione tra Stato e fondo USA, e sulla tenuta occupazionale. Che dite, ci terrà aggiornati?
Torniamo a parlare di PNRR approfondendo, stavolta, la disponibilità di asili nido, uno dei servizi più richiesti dalle famiglie italiane e ancor di più dalle donne, il cui tasso di occupazione rimane ben al di sotto della media europea e peggiora ulteriormente nel Sud e nelle Isole: l’obiettivo iniziale è stato ridimensionato, la scadenza per la spesa allontanata, e nel frattempo alcune grandi aziende vedono l’ennesimo varco nello stato sociale…
Una non-notizia. Circostanze di cui non si può parlare mai perché, a nominarle e a tenerle davvero presenti, bisognerebbe parlarne tutti i giorni fino a far cambiare, forse, le priorità delle nostre classi dirigenti. Non parlo dell’ennesimo caso di cronaca nera; parlo dell’abbandono delle persone più fragili nelle mani delle loro famiglie, e di queste ultime a… Non si sa bene cosa. Chi non si è dovuto far carico di una persona cara? Chi, al di là dell’amore e della forza che questo ispira, non avrebbe voluto un supporto per quel carico?
A Licata, quasi due anni dopo l’incendio della discarica che ha condizionato la vita delle persone per due settimane, tra scuole e uffici chiusi, mancano ancora studi sulle nocività dei rifiuti bruciati e ancora presenti, e soprattutto interventi di contenimento del danno a partire dalla copertura degli stessi. La situazione ha investito la politica dalla Regione allo Stato fino all’UE, che dato l’immobilismo evidentemente hanno altre priorità; ma quali?
In questo lungo e dettagliato articolo, Monica Frassoni fa il punto sulle revisioni recenti del Green New Deal e della normativa ambientale e sanitaria europea connessa al cambiamento climatico, ed evidenzia come, in nome della semplificazione, della competitività e delle difficoltà delle imprese, l’UE si stia pericolosamente bloccando a metà strada della transizione, con il rischio di arretrare mentre il mondo va decisamente avanti.
Negli ultimi anni la normativa ESG (Environmental, Social, and Governance) sulla sostenibilità ha coinvolto e convogliato una quantità crescente di finanziamenti dell’Unione, al punto da rappresentare ormai la metà dei fondi totali europei: un bocconcino così succulento poteva rimanere al riparo dalla fame dell’industria degli armamenti? Ah, ovviamente parte dei fondi va anche all’azienda bellica principale dell’unica “democrazia” del Medio Oriente: forse bisognava fare il cappotto termico alle case della Striscia?