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L'Indipendente on Instagram: "Dopo i casi Al Jazeera e di Haaretz, Israele continua a censurare i media che non propongono la narrazione dominante del governo di Tel Aviv. L’esecutivo israeliano ha firmato un ordine che designa cinque piattaforme mediatiche palestinesi come “organizzazioni terroristiche”, imponendo, di fatto, la loro chiusura. I giornali interessati, attivi online, sono Al Asima News, Quds Plus, Alquds Albawsala, Maraj e Maydan Alquds, accusati di avere legami con Hamas e di incitare il popolo palestinese a sollevarsi e provocare disordini, specie a Gerusalemme. La decisione è volta a silenziare quei media che riportano gli abusi contro i palestinesi di Gerusalemme e della Cisgiordania, e arriva proprio in un momento in cui Israele sta intensificando la repressione nei confronti dei palestinesi che abitano al di qua del fiume Giordano. Essa segue di qualche settimana l’annuncio di una serie di misure che permetterebbero l’annessione di un’ampia porzione della Cisgiordania, condannata da ONG, istituzioni internazionali e dai governi di oltre 80 Paesi.
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3,889 likes, 152 comments - lindipendente.online on February 24, 2026: "Dopo i casi Al Jazeera e di Haaretz, Israele continua a censurare i media che non propongono la narrazione dominante del governo di Tel Aviv. L’esecutivo israeliano ha firmato un ordine che designa cinque piattaforme mediatiche palestinesi come “organizzazioni terroristiche”, imponendo, di fatto, la loro chiusura. I giornali interessati, attivi online, sono Al Asima News, Quds Plus, Alquds Albawsala, Maraj e Maydan Alquds, accusati di avere legami con Hamas e di incitare il popolo palestinese a sollevarsi e provocare disordini, specie a Gerusalemme. La decisione è volta a silenziare quei media che riportano gli abusi contro i palestinesi di Gerusalemme e della Cisgiordania, e arriva proprio in un momento in cui Israele sta intensificando la repressione nei confronti dei palestinesi che abitano al di qua del fiume Giordano. Essa segue di qualche settimana l’annuncio di una serie di misure che permetterebbero l’annessione di un’ampia porzione della Cisgiordania, condannata da ONG, istituzioni internazionali e dai governi di oltre 80 Paesi.
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